18 minuti: guardatelo.
Liberospaziomentale
Un libero spazio mentale. Nessun'altra pretesa. Un semplice luogo, seppur virtuale, dove poter esprimere idee.
lunedì 14 maggio 2012
sabato 12 maggio 2012
Quelli che avevano capito tutto
Etichette:
Beppe Grillo,
Politica
mercoledì 9 maggio 2012
WarGames
In giorni come questi tutti noi abbiamo imparato cos’è lo spread tra i titoli italiani e quelli tedeschi.
I giornali fanno a gara nel riportarne l’andamento collegandolo ad un qualche evento: una manovra economica di Monti, le elezioni francesi o la crisi del non Governo in Grecia ecc. ecc. .
A parte che questo legame (causa/effetto) non è così scontato (semmai ci si dovrebbe chiedere cosa ha causato cosa), io mi chiedo: ma è giusto fare scelte politiche ed economiche guardando a questo spread come giudice in terra del bene e del male?
Perché è quello che stiamo facendo, no? Si fanno le riforme (tasse, tagli, lacrime e sangue) perché lo dice il Mercato e ogni volta che qualcuno annuncia di voler fare diversamente, la Borsa “reagisce nervosamente” (ma cosa diavolo vuol dire che la borsa è nervosa? Mica è una zitella acida!).
Anche perché a questo punto ci si dovrebbe chiedere se chi influenza l’andamento dei titoli (qualcuno ha detto controlla?) influenza le scelte economiche/politiche degli Stati.
Vorrei poi segnalare questo ragionamento meraviglioso che Odifreddi posta sul suo Blog: se si investe 100, e la Borsa prima perde il 10%, e poi guadagna il 10%, ci si ritrova con 99.
E se si investe 100, e la Borsa prima guadagna il 10%, e poi perde il 10%, ci si ritrova di nuovo con 99.
“Strano gioco, l'unica mossa vincente è non giocare”, direbbe il computer di WarGames. E avrebbe ragione.
E se si investe 100, e la Borsa prima guadagna il 10%, e poi perde il 10%, ci si ritrova di nuovo con 99.
“Strano gioco, l'unica mossa vincente è non giocare”, direbbe il computer di WarGames. E avrebbe ragione.
venerdì 4 maggio 2012
fin qui tutto bene
Etichette:
Società
Oggi leggevo i racconti di chi è rimasto senza lavoro. Ogni giorno aumenta il numero dei licenziati, dei disoccupati, dei disperati.
Mi rendo conto che, per chi non si informa in modo consapevole (soprattutto non in rete), queste notizie possono anche non arrivare o comunque arrivare ridimensionate.
La realtà è però tristemente drammatica: aziende che chiudono, persone licenziate, famiglie in crisi.
Ho detto crisi: una parola abusata, inquinata. Una crisi invece, quella delle famiglie, che è concreta e drammatica, perché tocca il nostro vivere e quello dei nostri affetti.
Ho detto crisi: una parola abusata, inquinata. Una crisi invece, quella delle famiglie, che è concreta e drammatica, perché tocca il nostro vivere e quello dei nostri affetti.
Figli da sfamare, vestire, istruire. Figli a cui andrebbe anche dato un futuro (invece qui crolla anche il presente da sotto i piedi).
Io faccio parte di quei fortunati che un lavoro ancora ce l’hanno; quelli che potrebbero anche non pensare alle drammatiche giornate che sta vivendo un qualche nostro alterego di qualche città non troppo diversa dalla nostra.
Eppure non posso non pensare che si potrebbe finire anche noi sotto la valanga che sta travolgendo vite lavorative e vite reali. Non posso non pensare a quei padri che, come me, mettono a letto i figli la sera ma che, a differenza di me, non riescono poi a dormire serenamente, schiacciati dal peso dei conti da pagare e dei soldi che non ci sono.
Eppure non pare esserci in vista alcuna soluzione, né alcuna rivoluzione possibile. Ci resta solamente il buon senso, per ridurre consumi inutili (anche se questo contribuirà a far crollare la bolla di “benessere” in cui ci hanno portato); il coraggio per reinventarci; l’amore dei nostri cari, per non cedere.
martedì 1 maggio 2012
Italiani... a Sinistra!
Sono consapevole del fatto che, rileggendo i miei ultimi post, si evidenzia una netta presa di posizione verso Sinistra.
Non è nemmeno voluta, a dire il vero; ma indubbiamente ho sempre più chiara in me la convinzione che, molti dei problemi attuali, derivino proprio dalla mancanza di idee ed ideali di Sinistra (Socialismo e Comunismo, per intenderci) e dal ritorno al potere, negli ultimi decenni, della Destra in quasi tutta Europa.
So bene che, fino a ieri, ho sostenuto che non ha più senso ciarlare di destra e sinistra: mi riferivo però alla divisione superficiale con cui ci dividiamo politicamente/ tifosamente qui in Italia.
Ma se discutiamo dell’ impostazione socioeconomica di questa nostra società, sono convinto invece che molto dipenda dall’angolazione con cui guardiamo il mondo.
E’ un fatto che da decenni abbia soffiato, in modo quasi incontrastato su quest’Europa, un vento di Destra: ne vediamo oggi i risultati.
E proprio i Paesi più colpiti dalla crisi, sono quelli in cui lo stato sociale è meno efficiente, meno virtuoso; in cui il liberismo, la privatizzazione, l’invasione di campo del privato rispetto al Pubblico sono stati più selvaggi.
Resiste invece, a quest’attacco economico, quell’Europa che ha ammortizzatori sociali solidi, che ha saputo imbrigliare il mercato del lavoro con regole volte a proteggere le persone (i lavoratori). Con Governi etichettati magari di Destra, ma che in un certo verso hanno un’impostazione sociale meditata e capillare (un albero non si giudica forse dai frutti?): come esempio contrario prendete il Governo etichettato di Centrosinistra di D’Alema, padre del lavoro precario negli anni 90.
E proprio i Paesi più colpiti dalla crisi, sono quelli in cui lo stato sociale è meno efficiente, meno virtuoso; in cui il liberismo, la privatizzazione, l’invasione di campo del privato rispetto al Pubblico sono stati più selvaggi.
Resiste invece, a quest’attacco economico, quell’Europa che ha ammortizzatori sociali solidi, che ha saputo imbrigliare il mercato del lavoro con regole volte a proteggere le persone (i lavoratori). Con Governi etichettati magari di Destra, ma che in un certo verso hanno un’impostazione sociale meditata e capillare (un albero non si giudica forse dai frutti?): come esempio contrario prendete il Governo etichettato di Centrosinistra di D’Alema, padre del lavoro precario negli anni 90.
Eppure i nostri giornali ci raccontano tutta un’altra storia: una favola in cui i cattivi sono i buoni ed i buoni diventano lo spauracchio da combattere; un racconto che, almeno per noi, non avrà certo un lieto fine.
almeno che non si volti tutti, decisamente, verso "Sinistra"...
almeno che non si volti tutti, decisamente, verso "Sinistra"...
giovedì 26 aprile 2012
Ce l'abbiamo proprio con voi!
| Picture by Danilo |
Basta con sta storia dell’antipolitica!
E’ un insulto all’intelligenza delle persone. Leggo e sento dichiarazioni di questi Bersani, Alfano … e gli altri non li nomino nemmeno perché già mi prende la carogna solo a pensarli, contro movimenti e proteste: tutti a ciarlare contro l’ANTIPOLITICA.
No belli! Non è antipolitica: è proprio che ce l’abbiamo con VOI! Non fate finta di non capire.
Noi siamo incavolati neri proprio perché la Politica la vogliamo, anzi, la rivogliamo indietro.
Perché è proprio la Politica (l’Arte di governare le società) che manca da oltre un ventennio a questo nostro benedetto assurdo bel Paese.
Oggi invece ci siete voi, comitati d’affari, che fate gli interessi ora dei costruttori, ora degli industriali, ora delle assicurazioni, ma in fondo pensate sempre e comunque agli affari vostri.
Non siete più Partiti, perché avete perso il senso della realtà; avete perso il contatto con le persone.
Che Democrazia è mai quella in cui vi incontrate in 4 (Monti, Alfano, Bersani, Casini) lontano dalla luce della Democrazia, per fare i vostri porci comodi a discapito nostro?
Ecco, ridiamo un senso alle parole: proprio voi siete l’ANTIPOLITICA, perché siete affaristi che hanno svenduto il nostro futuro.
Con quale faccia tosta volete oggi (o domani) ripresentarvi, vergini e casti, come salvatori della Patria?
Chiunque è, o è stato, parte del marciume politico che ci ritroviamo è responsabile e complice della situazione attuale.
Nessuno si senta escluso.
mercoledì 25 aprile 2012
lunedì 23 aprile 2012
Larghi orizzonti
| Picture by Danilo |
Ogni giorno sento i medesimi discorsi: chi si lamenta del costo della benzina; chi si lagna per la casta dei politici; chi invoca più liberalizzazioni; chi non vuole lavorare fino ad agosto per pagare le tasse; chi le tasse le paga e vorrebbe che lo facessero tutti.
Condivido quasi tutto, ma non credo sia questo il punto.
Vero che è importante essere usciti dall’era del “va tutto bene, ghe pensi mi!”. Però il pessimismo/realismo, oggi, non serve a nulla.
Perché quello che sta accadendo a questo nostro Paese è solamente l’effetto di un mutamento che sta modificando l’equilibrio del mondo intero.
Da che il Mercato (inteso come accumulo di ricchezza nelle mani di pochi a scapito dei molti) è nato (millenni fa), assistiamo ad un’evoluzione che ha una direzione precisa.
La Democrazia era l’ambiente congeniale allo sviluppo del commercio?
Ecco allora che è stata appoggiata in modo sempre più capillare (se non imposta).
Gli Stati erano garanzia di stabilità e Democrazia?
Ecco che sono diventati la forma principale di organizzazione governativa.
Non c’è quindi nulla di cui stupirsi se oggi, che la Democrazia e gli Stati non sono più sufficienti allo sviluppo del Mercato, ci si sta indirizzando verso forme di governo alternative.
E' il potere del Mercato (Banche e Multinazionali) che oggi travalica il confine delle Nazioni imponendosi su Governi e popoli (come non pensare all’Unione Europea, o almeno a cosa è diventata).
Sotto questa luce, tutti i discorsi che si possono fare sullo Stato Sociale, sul lavoro, sull’Italia, sono solamente un voler costruire argini per contenere un oceano che si sposta.
Non voglio dire che non ci resta nulla da fare. Sostengo, al contrario, che occorre contrastare lo smembramento di questa nostra società comprendendo però quali sono le reali forze in campo. Perchè non si tratta di tagliare la spesa o abbassare le tasse; occorre uscire dal sistema capitalista attuale. Non c'è altra scelta.
E adesso datemi pure del Comunista.
mercoledì 18 aprile 2012
Let's rock!
Credo che tutti, almeno una volta nella vita, abbiano provato ad imparare a suonare la chitarra (o anche solo ci abbiano pensato).
In fondo è lo strumento simbolo del Rock, del '68, della rivoluzione culturale che ha plasmato (o avrebbe voluto plasmare) il mondo moderno.
Anch'io ovviamente non sono sfuggito a questa fissa: avevo 16 anni quando io e mio fratello siamo andati al corso (saluto Enrico, il nostro maestro di chitarra!).
Io ho smesso dopo 1 mese, lui adesso suona e canta come Bob Dylan!
E' una cosa che mi ha sempre fatto pensare...
Ecco che, dopo 20 anni (20 anni? Cazzo!), ci riprovo.
Mi sono comprato una chitarra, mi scarico accordi e canzoni da You Tube (santo You Tube!); strimpello i miei primi motivetti in quei 10 minuti che riesco a ritagliarmi ogni tanto.
Nulla di eclatante; ma mi diverte tentare di imitare Lou Reed in Walk on the Wild Sid, o Cat Steven in Father and son.
Prossimamente voglio imparare qualche canzoncina: Emily, Society e Two Daughters and a Beautiful wife.
Alla fine vorrei solamente strimpellare qualcosa come potrebbe fare un bambino...cazzo, i bambini di oggi ti mettono sempre in difficoltà:
In fondo è lo strumento simbolo del Rock, del '68, della rivoluzione culturale che ha plasmato (o avrebbe voluto plasmare) il mondo moderno.
Anch'io ovviamente non sono sfuggito a questa fissa: avevo 16 anni quando io e mio fratello siamo andati al corso (saluto Enrico, il nostro maestro di chitarra!).
Io ho smesso dopo 1 mese, lui adesso suona e canta come Bob Dylan!
E' una cosa che mi ha sempre fatto pensare...
Ecco che, dopo 20 anni (20 anni? Cazzo!), ci riprovo.
Mi sono comprato una chitarra, mi scarico accordi e canzoni da You Tube (santo You Tube!); strimpello i miei primi motivetti in quei 10 minuti che riesco a ritagliarmi ogni tanto.
Nulla di eclatante; ma mi diverte tentare di imitare Lou Reed in Walk on the Wild Sid, o Cat Steven in Father and son.
Prossimamente voglio imparare qualche canzoncina: Emily, Society e Two Daughters and a Beautiful wife.
Alla fine vorrei solamente strimpellare qualcosa come potrebbe fare un bambino...cazzo, i bambini di oggi ti mettono sempre in difficoltà:
domenica 15 aprile 2012
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